Intervista a Piergiuseppe Morone sulla Bioeconomia (adnkronos)

Morone (Unitelma): avanti ricerca bio-based product, capofila progetto Ue

Passo avanti per la certificazione e la standardizzazione dei bio-based product per la transizione verso una economia basata sempre più sulle biomasse (e sempre meno sul petrolio) a beneficio dell’ambiente e di un’economia sostenibile. Il progetto Star-ProBio, vincitore di un finanziamento da oltre 5 milioni di euro nell’ambito del programma europeo Horizon 2020 , vede l’Italia capofila sotto il coordinamento di Unitelma-Sapienza Università di Roma, e punta a definire degli standard di sostenibilità ambientale, economica e sociale per i prodotti bio-based.

“Una sfida importante ed affascinante per la ricerca e per il grande rilievo dei 15 partner coinvolti, sotto la guida di Unitelma”, spiega all’Adnkronos Piergiuseppe Morone, professore ordinario di politica economica presso l’università telematica Unitelma-Sapienza e protagonista del successo messo a segno dal centro di ricerche dell’Ateneo con sede a Roma.

Master e PhD Oltremanica, Morone ha istituito presso Unitelma un gruppo di ricerca per la bioeconomia, il Bit, che si avvale di esperti italiani e stranieri, cervelli in fuga e non, interni ed esterni all’ateneo telematico con una spiccata vocazione per la ricerca, (Unitelma-Sapienza destina il 2% del budget complessivo alla ricerca). Parte dello staff si occuperà dello sviluppo del progetto, “tema di grande rilevanza per la Commissione europea che sta destinando ingenti risorse umane e finanziarie” alla promozione della bioeconomia. E un appuntamento clou per fare il punto sul futuro della bioeconomia sarà un convegno ‘An International Workshop on the future of Biorefineries in Europe’ organizzato a Gela il 25-27 maggio dal Bit.

“Per l’evento è stato scelto un sito altamente simbolico dove l’Eni sta dismettendo le sue raffinerie convertendole in bio-raffinerie e dove la transizione verso una economia sempre meno basata sulle fonti fossili e sempre più attenta all’impiego di fonti rinnovabili è fondamentale anche in un’ottica di sviluppo locale di breve, medio e lungo periodo”, spiega Morone. E osserva: “servono infatti strategie di breve e medio periodo per rilanciare l’economia, ma anche una visione di lungo periodo per coniugare lo sviluppo locale con la sostenibilità ambientarle e sociale. Ciò avviene necessariamente puntando non solo sui biocarburanti ma anche su altri prodotti bio-based ad alto valore aggiunto”.

Ed in questa prospettiva il bando europeo vinto da Unitelma “fissa un tassello importante nella transizione verso la bioeconomia perché si propone di stabilire standard, protocolli e certificazioni condivise per i bioprodotti” che così saranno ‘blindati’, una sorta di bollinatura che è garanzia di sicurezza e sostenibilità, allo stesso tempo razionalizzando i costi.

“Ad oggi infatti non ci sono standard e certificati comuni in materia. C’è ancora un vuoto normativo che Bruxelles vuole colmare e l’attività di ricerca che avvieremo sarà funzionale al raggiungimento di tale obiettivo in modo che i bioprodotti entrino in maniera crescente in tutti i cicli produttivi e dunque nella nostra quotidianità”.